
Infatti, ISDN [i-esse-di-enne oppure ai-es-di-en] costituisce la naturale evoluzione della rete telefonica tradizionale, che si è lentamente trasformata, adottando la tecnologia digitale per molte sue parti; chi ha una linea con selezione a toni (DTMF) è quasi arrivato a ISDN: l'ultimo passo consiste nel digitalizzare anche gli ultimi metri ("local loop") che portano il segnale dalla centrale telefonica all'abitazione o all'ufficio.
L'allacciamento a ISDN e i costi derivanti dalla sua utilizzazione sono decisamente ridotti e paragonabili a quelli della rete telefonica analogica (RTA), grazie alla recente decisione di Telecom Italia (attualmente unico gestore in Italia di una rete ISDN pubblica) di parificare le tariffe ISDN - RTA.
Con ISDN si può fare tutto quello che si faceva col "normale" telefono, con una qualità migliore, e in più si dispone di nuove possibilità (ad esempio, collegamenti digitali a 64000 bit per secondo) e servizi.
La rete ISDN (rete digitale a integrazione dei servizi) e' un'idea che risale al 1984 e che ora si e' finalmente concretizzata: una rete universale e standardizzata per comunicare attraverso voce, immagini, testi e - in generale - bit. ISDN e' stata progettato per sostituire la rete telefonica generale analogica (acronimi: RTA, RTG; in inglese PSTN o POTS), la rete pubblica X.25 (ITAPAC), la rete fonia dati (RFD) e infine la rete IDN (Teletex/Telex). ISDN serve a integrare queste reti in un'unica rete digitale di telecomunicazione, caratterizzata da migliore velocità, qualità e flessibilità, e a preparare ulteriori stadi di sviluppo.
ISDN costituisce l'unica rete pubblica commutata, standard e a basso costo fra le reti disponibili in Italia, adesso e per i prossimi quattro/cinque anni. In generale, lo stesso vale per tutti gli altri Paesi europei, come anche per Giappone, USA, Israele, Australia ed altri. ISDN si sta gradualmente diffondendo nell'intero continente, con tassi di crescita del 100% annuo; e' particolarmente diffuso nelle piccole e medie aziende, e viene utilizzato soprattutto per fonia e in campo informatico, dove sostituisce soluzioni piu' antiquate per applicazioni tradizionali ("trasmissione dati"), ma contribuisce anche alla nascita di nuove applicazioni ("desktop conferencing", "telelavoro" etc.). Essenzialmente ISDN e' una rete digitale commutata che mette a disposizione un flusso di bit, fra due suoi qualsiasi utenti: il "significato" di questi bit dipende ovviamente dal contesto: ad esempio fax gruppo 3, fax gruppo 4, videotelefono, telefono, telefono ad alta qualita' (7KHz) ... (vedi anche service indicator).
Il progetto ISDN tiene conto delle attuali infrastrutture, prevedendo diversi passi: quello attuale (128 Kbit/s netti) offre una larghezza di banda da 4 a 50 volte maggiore dei modem e si accontenta di arrivare agli utenti sul comune doppino (infatti, spesso non è necessario sostituire i cavi, ma è sufficiente che i tecnici telecom installino il network terminator, ovvero la "presa" ISDN), mentre il prossimo stadio, noto come "Broadband-ISDN", e' in fase di definizione, sfrutta la tecnologia ATM (che sara' usata anche e prima per le LAN), richiede la fibra ottica quasi fino all'utenza, e dovrebbe arrivare all'inizio del prossimo millennio.
ISDN e' arrivato nei vari Paesi europei quando la rete telefonica generale era in gran parte evoluta grazie a centrali e sotto-centrali completamente digitali. A quel punto, passare a ISDN e' diventata una scelta intelligente, soprattutto per trasmettere dati, ovvero BIT: ci si e' chiesti, infatti, perche' trasformare informazione digitale in analogica [MOdem], poi di nuovo digitale (nella propria centrale), poi analogica (nella centrale di destinazione) e infine ancora digitale [moDEM]; e' molto piu' logico trasmettere tutto in formato digitale dall'inizio alla fine, facendo solo delle conversioni fra differenti protocolli ! Inoltre, trasmissione digitale significa + velocita' + sicurezza - costi. Take the digital leap / Passa al digitale
L'accesso base e' la linea telefonica ISDN di cui nel 95% dei casi si ha bisogno; deve essere richiesto alla telecom (basta chiamare il 181, la chiamata è gratuita). L'installazione costa solo 600.000 lire + IVA (di cui 200.000 di anticipo conversazioni), 200mila lire più di una linea analogica, ovvero 200mila lire MENO rispetto all'installazione di due linee analogiche. In caso di upgrade da linea analogica, si pagano solo 200.000 lire. Il canone mensile è di 50mila lire, contro le 45mila di due linee analogiche per ufficio.
Esistono vari sinonimi: BRA = basic rate access, BRI = basic rate interface, accesso S0 (esse zero), accesso T0, accesso 2B+D.
Un accesso base e' composto da DUE canali digitali "B", ognuno da 64000 bit/s. I due canali B fanno tutto quello che possono fare DUE linee telefoniche tradizionali con ricerca automatica (cioe' due linee con lo stesso numero), ovvero possono trasportare telefonate, trasmissioni di fax, modem etc.; IN PIU' i due canali B permettono di effettuare trasmissioni digitali a 64kbit/s, oppure un unico collegamento a 128kbit/s. Il collegamento con la centrale è assicurato dal canale di segnalazione "D", che trasporta 16000 bit/s, ma che generalmente non può essere sfruttato per trasmettere dati.
Ovviamente, è possibile scambiare informazioni via telefono/fax/modem con chiunque abbia una linea telefonica qualsiasi, mentre le funzioni digitali a 64000 bps possono essere utilizzate solo se anche la controparte dispone di ISDN.
Un accesso base può essere di due tipi:
è l'accesso base normalmente utilizzato; permette di collegare fino a otto dispositivi e di avere fino a 10 differenti numeri telefonici (MULTINUMERO); ogni dispositivo può utilizzare uno o due canali, ed allo stesso modo ogni numero è in ricerca automatica su entrambi i canali;
è l'accesso base normalmente utilizzato per connettere i centralini ISDN; permette in ogni caso di collegare solo UN dispositivo al network terminator (anche se ci sono sempre due prese); è indispensabile nel caso si abbia bisogno di più di due linee (4, 6, etc.) che rispondano allo stesso numero in ricerca automatica (in questo caso un accesso è il "capofila", appena entrambi i suoi canali sono occupati si cominciano a utilizzare i successivi accessi.
Nel caso in cui servano più di otto/dieci linee (canali B), può essere conveniente passare ad un accesso primario (accesso S2M), disponibile in varie versioni, da 15 a 30 linee, che però presenta lo svantaggio di richiedere in ogni caso un centralino ISDN per mettere a disposizione, internamente, l'interfaccia standard di ISDN (interfaccia S).
Serve per le comunicazioni "di servizio" fra l'utente e la centrale cui e' collegato; esempi..
utente -> centrale "Voglio telefonare al N. XXXX-YYYYYY";
centrale -> utente "Stai telefonando da X minuti e finora hai speso Y lire".
Il tipo di protocollo usato sul canale D e' molto importante: ogni dispositivo collegato ad ISDN deve comunicare con la centrale telefonica (o con un centralino privato) col protocollo giusto.
In Europa il protocollo standardizzato (a fine '93) si chiama DSS1 (anche ETSI o ETSI-DSS1).
Il termine "Euro-ISDN" si riferisce appunto ad una rete ISDN che usa DSS1.
Vuol dire che quel telefono "parla" con la centrale (sul canale D) col protocollo 1TR6, invece che col protocollo DSS1 (NB: un telefono di questo tipo non e' piu' in commercio, visto che i due modelli attualmente venduti da deutsche telekom sono uno "bilingue" e l'altro solo "euro"). Il protocollo 1TR6 viene gradualmente abbandonato, come quello belga, quello francese etc. a favore di DSS1, il protocollo per il canale D standard in Europa (ed anche fuori dalla UE: p.es. Cipro, San Marino...). Il fatto di avere reti con protocolli completamente standard, validi per Paesi che comprendono assieme centinaia di milioni di abitanti, e' vitale per poter avere dispositivi (es. schede per PC, telefoni...) con un prezzo accettabile per un mercato di massa: una infrastruttura di comunicazione digitale proprietaria, "inventata" da una singola nazione (senza una specifica standardizzazione ITU-T ed ETSI, e quindi nemmeno l'implementazione in piu' paesi) non permetterebbe di limitare i costi.
Ti portano un accesso base Euro-ISDN, cioe' con protocollo DSS1.
Esatto: basta chiedere DSS1; ma in Italia nessuno ti vendera' nient'altro! In un Paese europeo che abbia avuto ISDN anche prima della nascita di Euro- ISDN, o in un Paese extra-europeo, e' bene invece chiederlo esplicitamente.
Si'! Il tipo di protocollo D dell'interlocutore non e' rilevante.
ISDN si paga A TEMPO, come la normale rete telefonica; se si vuole, pero', si puo' anche avere la tariffazione a volume, come sulle reti a pacchetto. ISDN e' destinato a sostituire infatti anche ITAPAC.
Due:
L'accesso primario non e' alla portata dell'utente finale o dell'azienda media, come non lo sono 15 o 30 linee analogiche. Sinonimi: PRA, PRI, accesso S2M (esse due emme, significa 2Mbit/s)
per telefonare in Italia non c'e' nessun vantaggio economico, pero' la linea e' ad alta qualita' ed esente da qualsiasi disturbo e la selezione e' immediata (2 secondi); inoltre grazie al multinumero ed alla selezione passante si hanno a disposizione molti piu' numeri contemporaneamente, e infine sono possibili tutti i servizi supplementari come trasferimento di chiamata, chiamata in attesa etc. Sulle connessioni all'estero c'e' il 10 per cento di sconto rispetto alle tariffe della rete analogica.
la risposta è SEMPRE SI', sia dal punto di vista economico (per trasferire N kilobyte ci vogliono molti meno scatti rispetto al modem), sia dal punto di vista del tempo risparmiato.
Si riferiva o alle tariffe esistenti in Italia fino al marzo 1994, o a quelle esistenti fino al 19 marzo 96 (la trasmissione dati a 64 kbps costava da 1,6 a 3 volte tanto).
Di un adattatore ISDN per il computer; esistono in versione esterna o interna ("schede ISDN"); a differenza dei modem, pero' (modem esterni sono preferibili per vedere tutti i LED...), gli adattatori ISDN generalmente preferibili sono le schede, perche' non devono avere a che fare con l'interfaccia seriale (o parallela).
E' un termine troppo vago. Indica qualcosa che permette di connettere qualcos'altro a ISDN; ad esempio TA V.24 indica un dispositivo per collegare un computer, tramite seriale V.24 RS232, a ISDN; non specifica pero' a che velocita' andra'.. Un TA a/b serve invece per collegare dispositivi che usano l'interfaccia analogica "a/b", ovvero modem, fax, telefoni Secondo la logica dei burocrati ex-CCITT, una scheda ISDN si dovrebbe definire TA ISA, oppure TA NuBus se ho un Macintosh (TA PCI...) ??!! A nostro modesto parere, e' utile parlare di TA solo nel caso di un "TA a/b", altrimenti per favore diciamo "adattatore ISDN [interno/esterno] per computer", e specifichiamo anche quale protocollo supporta e a quale bus o interfaccia si connette.
Dipende: se ne scegli uno che rispetti qualche standard, certamente; altrimenti no... esempio: se hai due modem, uno V.32 9600 bps e uno V.34 28800 bps, si collegheranno fra loro a 9600 bps; allo stesso modo, se hai comperato un adattatore ISDN che supporti solo il protocollo V.110 38400 bps e ti vuoi collegare ad una BBS ISDN che supporta X.75 a 64000, nel migliore dei casi ti collegherai a 38400 (nel senso che quella BBS potrebbe, e non a torto, aver omesso il supporto a V.110).
Il service indicator number (SIN, in realta' e' un insieme di parametri chiamati BC, LLC e HLC) e' un'informazione collegata ad ogni comunicazione ISDN, che dice di che "tipo" di messaggio si tratta. Ad esempio, se voglio trasmettere da ISDN un FAX a qualcuno che ha ISDN, ma ha collegato alle prese ISDN solo un telefono, non verra' mai stabilito un collegamento. Allo stesso modo, non sara' possibile mandare un fax gruppo 4 ad una fax-machine gruppo 3, e per verificare il corretto funzionamento di un ISDN adapter non sara' possibile "chiamarlo" da un telefono, perche', a differenza di un modem, non rispondera'....
succede che il collegamento viene stabilito, ma dopo non e' garantito che si riesca a comunicare: infatti, siccome i protocolli per la trasmissione dati sono infiniti, si e' deciso di non limitare ISDN ad uno solo di essi. E' l'utente che deve preoccuparsi di verificare che siano usati gli stessi protocolli. Ad esempio, per collegarmi ad una BBS ISDN devo usare lo standard di fatto, X.75; per essere piu' precisi, devo usare sul livello 1 (ISO/OSI) il pro- tocollo *HDLC*, sul livello 2 *X.75* e sul livello 3 "transparent" (ovvero nessun protocollo).
NO. X75 viene chiamato anche X.75 SLP oppure X.75 LAPB oppure (erroneamente, dai francesi) addirittura X.25. Non e' uno standard universale, nel senso che in America usano una cosa molto simile chiamata V.120, che esiste in due versioni: a 64000 bps ed a 56000; gli adapter ISDN - specialmente ISA o PCcard (PCMCIA) - che supportino V.120 sono, in Europa, rarissimi. X.75 invece va esclusivamente a 64000/canale; le schede che lo supportano sono la maggior parte (fra cui anche quelle inglesi e taiwanesi) e - in definitiva - X.75 e' migliore di V.120 anche solo per il fatto di essere il protocollo di default per l'interfaccia applicativa CAPI, che riscuote crescente successo. Almeno per ora, quindi, X.75 rappresenta la scelta d'obbligo. X.75 e' lo standard usato anche dalle reti di BBS Fidonet e simili, e dal software di eurofiletransfer.
Si': basta usare un packet driver (disponibile anche shareware) per la scheda ISDN, che permetta i seguenti protocolli: livello 1 HDLC, livello 2 PPP. Attenzione: questo non e' l'unico protocollo usato per i collegamenti a internet, ma sono anche possibili PPP sopra bit-transparent, PPP sopra X.75 ed altri. Il protocollo va scelto a seconda del tipo di driver usato e della flessibilita' del proprio access provider.
EFT e' un protocollo di file transfer standard (concettualmente confrontabile non tanto con "zmodem", quanto con "T.434"-binary file transfer oppure con FTP); usa i seguenti protocolli: 1:HDLC 2:X.75 3:ISO 8208 Se la scheda ISDN non supporta ISO8208, non posso usare un programma EFT.
G3: 1:T.30 2:T.30 3:T.30 (9600 bit/s) G4: 1:HDLC 2:X.75 3:T.70NL (64000 bit/s, 400 DPI)
...che mi vuole vendere (a 2 milioni!), oltre che in modalita' asincrona, va anche in "modalita' sincrona a 64000 bps", ma non ha specificato, ad esempio, se supporta X.75 ...
E' meglio diffidare da chi non si esprime in modo chiaro: molto probabilmente, quella "cosa" andra' a 64 kappa solo se dall'altra parte c'e' lo stesso identico modello; inoltre, bisognera' procurarsi una costosa seriale "sincrona".
Niente; semplicemente, i telecoms si sono "dimenticati" di dirti che devono tornare oggi per installarti il network terminator...
l'ennetiuno (oppure NT, o NTBA, o "borchia" ISDN) e' una scatola di plastica che viene fissata al muro e trasforma l'interfaccia "U" a due fili in interfaccia "S/T" (detta piu' comunemente "S" o "S0"; si chiama interfaccia "T" o "T0" quando viene collegata a un NT2, ovvero un centralino ISDN con interni digitali S0), a quattro fili. NT1 e' proprieta' di telecom; dall'NT1 parte il cosiddetto "bus S0", cioe' le varie prese isdn. NT1 e'anche collegato ad una presa di corrente 230 Vac, che serve per alimenta- re gli eventuali telefoni ISDN collegati (non serve per alimentare le schede). I due LED sull'NT segnalano la presenza della linea dalla centrale (int. U) e l'alimentazione locale; se - in caso di blackout - quest'ultima si dovesse spegnere, si potra' telefonare solo da UN telefono ISDN collegato al bus S0, quello settato per funzionare anche "in emergenza" (l'alimentazione in questo caso viene fornita dalla centrale telecom).
... quattro prese ISDN. Se invece voglio collegarne due, oppure un computer ed un piccolo centralino, bastano le due prese che sono sempre presenti su ogni NT1. Le prese ISDN (specifiche ITU I.430), ovvero prese S0, hanno forma rettangolare e connettore modulare RJ45 (appartenente - come l'RJ11 - alla famiglia comunemente detta in Italia "plug" - "western" in Germania) ad otto contatti (il bus S0 usa i quattro centrali: i cavetti ISDN hanno quindi 4 fili). Lo stesso connettore e' usato normalmente per le LAN. Le prese ISDN S0 in giro per la casa o l'ufficio conviene installarle da soli o con l'aiuto di un tecnico (es. elettricista): tutto l'occorrente si trova senza troppi problemi: cavo a 4 fili del tipo giusto, connettori RJ45 e relativo crimper, prese RJ45 a muro - p.es. bticino magic/living, vimar idea etc.). A seconda della configurazione, puo' essere necessario inserire anche due resistenze da 100 ohm e/o spostare uno switch su NT; la telecom chiede 120.000 lire per ogni presa S0 aggiuntiva montata da loro.
Negli USA le tel.co. non forniscono l'NT1, quindi bisogna comprarlo (perche' una legge vieta loro di farlo: le compagnie devono occuparsi solo del traffico telefonico - NB in questo caso questo principio ci sembra applicato in modo eccessivamente rigoroso); in Europa invece si' (da noi le compagnie di telecomunicazioni possono vendere non solo NT1, ma addirittura centralini, ISDN adapter e sistemi di videocomunicazione: morale: IN MEDIO STAT VIRTUS).
Il fatto che le reti siano interconnesse significa che ISDN puo' trasportare tutto quello che viaggia su RTG; a questo punto... l'unico protocollo indispensabile per un adattatore ISDN per computer e' X.75: quindi non posso collegarmi ad una BBS che abbia, ad esempio, V.32. Ci sono due soluzioni: 1. collegare il solito modem alla presa ISDN; non direttamente, visto che sono incompatibili, ma attraverso un a/b adapter (ne esistono in versioni da una, due, quattro etc. porte per collegare 1/2/4 device analogici) oppure un centralino ISDN che abbia interni analogici, oppure direttamente all'NT se il modello installato dispone, oltre che di 2 prese ISDN, anche di prese analogiche(a/b adapter incorporato nell'NT). 2. utilizzare un ISDN adapter che consenta via hardware o con del software aggiuntivo di gestire anche protocolli analogici; ad es. esistono adapter che comprendono il chipset di un modem V.22, V.32 oppure V.34 (quindi sono di fatto ISDN-adapter piu' modem in un unico dispositivo), oppure e' disponibile del software per schede ISDN che consente di emulare T.30 per fax G3 a 9600 bit/s.
Esistono due categorie di accessi S0: punto-punto e punto-multipunto; all'interno di quest'ultima categoria c'e' poi la possibilita' di avere il multinumero, ovvero piu' numeri telefonici (fino a 10). MSN = multiple subscriber number = multinumero EAZ = equivalente del MSN nell'ISDN tedesco pre-Euro L'accesso punto-punto serve a collegare un centralino ISDN; quindi si potra' usare una sola presa; se il centralino richiede piu' accessi base (ad esempio due o quattro), bisognera' richiedere piu' accessi base punto-punto in ricerca automatica. L'accesso punto-multipunto e' il piu' usato; permette di collegare al bus S0 piu' dispositivi, ad esempio: PC con scheda ISDN, telefono ISDN, fax ISDN G4, modem tramite TA a/b, fax G3 tramite TA a/b, telefono o segreteria tradizionali tramite TA a/b. Per consentire alle chiamate entranti di arrivare al destinatario giusto, basta richiedere (quando si fa la domanda di installazione) la quantita' di numeri di cui si ha bisogno. Ad esempio, volendo collegare fax, telefono e PC bisognera' richiedere tre numeri (ogni numero costa L.2000 in piu' in bolletta). Quando si collega un device ad una presa ISDN bisogna anche ricordarsi di indicare a quale numero dovra' rispondere.
E' molto importante, quando si collegano fax gruppo 3 a ISDN tramite a/b adapter o centralini, ricordarsi di settare il giusto SIN; altrimenti non sara' possibile comunicare con altri fax g3 collegati ad accessi ISDN. Normalmente, i TA a/b indicano di default SIN=telefonia e non, come sarebbe corretto, SIN=FAX_G3; l'utilizzatore non se ne accorgera' finche' non dovra' spedire o ricevere fax da fax-machine g3 collegate a ISDN (o da fax-server ISDN g3). Quando il SIN e' scorretto si sente un tono simile a quello di "occupato"; in Germania invece, generalmente, e' la centrale ad avvertirci del problema con un messaggio vocale che parla di "ISDN-dienstmerkmal" (tipo di servizio) non supportato. Notare che il SIN attribuito alle chiamate da centrale analogica e' sempre "telefonia". Esempi: collegamenti possibili: errati: ISDN_telefonia con ISDN_telefonia ISDN_DATI con Telefonia ISDN_telefonia con Telefonia(RTG) ISDN_telefonia con ISDN_FAX_G3 ISDN_FAX_G3 con Telefonia ISDN_telefonia con ISDN_modem ISDN_modem con Telefonia ISDN_videotelefono con Telefonia etc. Ricordarsi quindi sempre di configurare correttamente il TA a/b, anche se il tecnico telecom o l'installatore non ne sa nulla.
Per fare file transfer fra due PC con ISDN devo in primo luogo identificare un programma, o piu' programmi, che supportino lo stesso protocollo, ad esempio Zmodem - questa fase ci sarebbe ovviamente anche usando un modem. La seconda fase nella ricerca del sw migliore consiste nel verificare che lo standard di gestione dell'adattatore ISDN sia supportato dal sw. Gli adattatori ISDN interni hanno normalmente l'interfaccia applicativa Common-ISDN-API ("CAPI" in breve), a volte anche l'interfaccia standard Hayes AT, quella usata dai modem; per gli adattatori esterni e' l'opposto: l'interfaccia AT e' sempre presente, a volte anche quella CAPI. Se il mio software non supporta CAPI, devo verificare che l'adapter possa essere gestito coi classici comandi AT (tramite un driver tipo capi-fossil). Dunque, una possibilita' per fare il file tansfer e' quella di utilizzare un semplice programma di emulazione terminale con annesso protocollo di f.t.: gli "strati" successivi sarebbero quindi: PC/scheda ISDN/driver CAPI/ /driver capi-fossil/emulatore di terminale con supporto fossil/zmodem Con questa configurazione e' anche possibile collegarsi ad una BBS ISDN. La seconda possibilita' e' quella di utilizzare un programma specifico per schede ISDN: PC/scheda ISDN/driver CAPI/ /programma EuroFileTransfer con supporto CAPI
Si tratta di driver che implementano l'interfaccia AT "sopra" quella CAPI. Caricando il driver capi-fossil dopo quello capi, si puo' gestire la scheda anche coi comandi AT, diretti ad una seriale "virtuale" (es. COM3), purche' il proprio sw sia configurabile in modo da non accedere direttamente alla seriale, passando invece attraverso chiamate ad un driver FOSSIL. Se il driver capi-fossil e' utilizzabile con la propria configurazione hw/sw, si ha il vantaggio di poter a tutti gli effetti, nei confronti del proprio software, sostituire con l'adapter ISDN il modem. Tutte le BBS usano normalmente driver capi-fossil, anche perche' i programmi di gestione BBS, generalmente americani, non "conoscono" ISDN ne' tantomeno CAPI; con ISDN gli USA sono piu' indietro di noi, proprio a causa della mancanza, fino a pochi mesi fa, di un protocollo "D" standard (ora c'e'qualcosa di simile anche da loro, si chiama NI-1, ovvero National Isdn-1).
Per DOS, Windows/95 e OS/2 Intel.
Generalmente, non vengono forniti driver CAPI, bensi' stack TCP/IP "sockets". Per il System/MacOS possono venire fornite: integrazione nell'Apple Communication Toolbox (Hayes AT), interfaccia CAPI. Per Novell Netware puo' essere disponibile l'interfaccia CAPI come NLM; e' una soluzione approvata da Novell, che fornisce il Netware CAPI Manager. Anche per OS/2 e Windows NT sono disponibili o annunciati - per alcune schede ISDN - driver CAPI, oltre a capi-fossil (ComPort emulation) e NDIS Miniport.
Per il mondo DOS/Windows esistono ad esempio programmi di - file transfer proprietario / EuroFileTransfer - computer supported telephony - fax g3, g4, g3c, g3f - segreteria telefonica e voice-mailbox - driver TCP/IP packet e NDIS per collegamenti Internet - driver ODI per client remoti Netware via ISDN Senza CAPI, ognuno di questi programmi dovrebbe esistere in molte decine di versioni, per poter supportare schede ISDN di differenti produttori. Quindi: prima di comprare una scheda ISDN, verifica che comprenda CAPI !
L'istituto europeo per gli standard di telecomunicazione (ETSI, con sede in Francia) aveva proposto nel '93 un suo standard, chiamato PCI. A differenza del suo omonimo hardware, non ha avuto molto seguito (l'unica scheda che lo supportava - ironia della sorte - era italtel). Non esiste software per PCI. Lo standard CAPI e' quindi nato come standard di fatto, ma questo non deve preoccupare: dopotutto anche Hayes AT era uno standard de facto... Inoltre, dal 1995 l'ETSI ha riconosciuto come standard anche il CAPI 2.0.
In sostanza, il 70% degli adapter ISDN implementa, per ragioni di compatibilita' col software esistente, anche l'interfaccia Hayes AT "estesa" con dei comandi specifici per ISDN: pero' ognuno lo fa a modo suo!! Quindi, l'interfaccia AT per ISDN e' utile, ma non permette di sfruttarne tutte le potenzialita': il sw specifico per ISDN non potrebbe esistere senza CAPI. Invece, il sw di comunicazione che effettua semplici file transfer, in ambienti piu' o meno aperti e standardizzati, ma e' comunque gia' utilizzato con modem, puo' sfruttare bene ISDN anche senza ricorrere al CAPI: e' questo il motivo per cui non esiste ancora una BBS che gestisca ISDN direttamente via CAPI: l'accoppiata capi piu' capi-fossil funziona infatti benissimo. Esempi di differenti "estensioni ISDN" allo standard AT:
a) seleziona un protocollo (es.X.75) adapter x: AT B0 adapter y: AT \N7 invece con CAPI 2.0 (sia x che y): select_b_protocol_req
b) indica il numero al quale rispondere: adapter x: AT &Ln adapter y: AT +ICLI=n invece con CAPI 2.0 (sia x che y): connect_ind a tutti seguito da connect_resp dall'applicazione che accetta quel numero.